Dall’STM32 alla tesi di laurea: congratulazioni Sharon!
Ci sono momenti che ci ricordano perché vale la pena investire nella formazione dei giovani e, soprattutto, in una formazione che permetta loro di mettere le mani sulla tecnologia, sperimentare e trasformare la teoria in qualcosa di concreto.
Oggi abbiamo avuto il piacere di assistere alla discussione della tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria Aerospaziale di Sharon Frattolillo, dal titolo “Development and Validation of an Embedded Representative Reaction-Wheel Testbed for CubeSat Attitude Control: From Simulation to Hardware”, svolta con la Prof.ssa Maria Daniela Graziano come relatrice e con i correlatori Tobia Armando La Marca, Mattia Illiano e Vincenzo Maria Cannavale.
Una tesi che ci è particolarmente vicina, non soltanto per il tema aerospaziale.
Qualche tempo fa, infatti, Sharon aveva partecipato a uno dei nostri percorsi formativi hands-on dedicati ai microcontrollori STM32: tre giornate nelle quali ha potuto avvicinarsi concretamente al mondo dei sistemi embedded, programmando microcontrollori, lavorando con l’hardware e sperimentando direttamente quanto appreso.

Oggi ritroviamo quella stessa tecnologia all’interno del suo lavoro di tesi.
Sharon ha sviluppato e validato un testbed rappresentativo per una reaction wheel destinata al controllo d’assetto di un CubeSat, affrontando uno degli aspetti fondamentali dello sviluppo di sistemi spaziali: il passaggio progressivo dalla simulazione all’hardware.
Il lavoro ha seguito un percorso di verifica che parte dal Model-in-the-Loop (MIL), passa attraverso il Processor-in-the-Loop (PIL) e arriva all’Hardware-in-the-Loop (HIL), introducendo progressivamente il processore e gli elementi fisici del sistema.
E proprio nella fase PIL il controllore d’assetto è stato eseguito su un microcontrollore STM32L476RG, utilizzando sia codice generato da Simulink sia codice C sviluppato manualmente. Il lavoro è poi arrivato alla realizzazione di una configurazione HIL con una reaction wheel fisica, un motore BLDC e l’acquisizione del segnale Hall per ricostruirne la velocità e chiudere l’anello di controllo.
Durante la discussione della sua tesi, Sharon ha voluto ringraziare anche chi l’ha accompagnata e supportata nel suo percorso. Sentire citata anche l’esperienza vissuta con Perlatecnica è stato per noi motivo di grande soddisfazione.

Non perché un corso di tre giorni possa spiegare da solo un percorso universitario così articolato, ma perché crediamo profondamente nel valore di questi piccoli semi.
Quando organizziamo un laboratorio hands-on, il nostro obiettivo non è soltanto insegnare a utilizzare una scheda o a scrivere qualche riga di codice. Vogliamo offrire agli studenti la possibilità di toccare con mano la tecnologia, di capire cosa c’è dietro ciò che studiano sui libri e, magari, di scoprire una curiosità che potrà accompagnarli nelle scelte successive.
Vedere oggi Sharon concludere il proprio percorso magistrale con un lavoro nel quale sistemi embedded, STM32, controllo e applicazioni spaziali si incontrano è, per noi, una bellissima conferma del valore di questa filosofia.
Congratulazioni, Sharon, per questo importante traguardo.
E grazie per averci permesso, anche solo per un piccolo tratto, di fare parte del tuo percorso.
Ad maiora!
